Dopo un 2010 nel quale era caduto nell'oblio più totale Richard Gasquet ha ritrovato con la vittoria combattutissima contro Roger Federer il suo tennis, che con le qualità che possiede potrebbe portarlo facilmente alle posizioni di classifica che competono a un talento mai totalmente sbocciato come il francese.
Federer + Gasquet = puro tennis di qualità. Sintesi non prolissa ma completissima per commentare velocemente l'incontro di ieri, ottavi di finale del torneo di Roma, che ha regalato due ore e spiccioli di talento, qualità, mano, classe. E il tie break del terzo set è stato il giusto epilogo, come lo era stato l'unica volta che Gasquet era prevalso sullo svizzero, a Montecarlo nel 2005.
Probabilmente il punto cardine della rinascita di Richard sta nella sua nuova guida tecnica: l'omonimo Riccardo Piatti ha lavorato a dovere sulla testa di questo ragazzo di indiscusse qualità tecniche, e l'allievo ha risposto con i risultati sul campo, quasi a voler testimoniare che la voglia di fare bene non è andata persa. I mediocri successi sul cemento americano avevano già fatto ben sperare gli estetisti del tennis, ansiosi di ritrovare un talento del genere, e contro Federer si sono potuti stropicciare gli occhi per tre splendidi set; palle corte, rovesci rigorosamente a una mano, vincenti epici: altro che i vari pallettari tipo Cilic, Berdych (uscito poi guarda caso contro il talentino francese). Quando le doti innate vengono dimostrate sul campo avere dei giocatori del genere è solo un bene per gli appassionati. Ecco perchè Gasquet deve trovare definitivamente la maturazione completa.
Gli altri risultati delle giornate degli ottavi e dei quarti hanno visto il facile avanzamento di Nole Djokovic, che ha demolito Wawrinka prima e Soderling poi, mentre Nadal e Murray si sono accaparrati gli altri posti per le semifinali, prevalendo su Lopez, Cilic, Starace e Florian Mayer.

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