lunedì 25 aprile 2011

Porto, chi ti ferma più?

Una delle migliori squadre della stagione in corso è sicuramente l'Fc Porto che, dopo la delusione della scorsa stagione culminata col terzo posto e col conseguente mancato approdo alla Champions, nel 2010-2011 ha mietuto numerose vittime, perdendo solo tre volte, curiosamente sempre in casa, contro Nacional, Benfica e Siviglia. Gli uomini di Villas Boas, già definito da alcuni 'Special Two' per le similitudini tattiche e non con Josè Mourinho, sono ancora in corsa su due fronti, dopo aver letteralmente ammazzato il campionato portoghese, con uno score di 77 punti, frutto di 25 vittorie e due pareggi, a tre gare dalla fine: la Taca de Portugal, con la finale in programma il 22 Maggio contro l'abbordabile Vitoria Guimaraes, e l'Europa League, la cui vittoria garantirebbe ai carneadi lusitani l'opportunità di giocarsi un altro torneo, la Supercoppa Europea. La superiorità tecnica e fisica dei biancoazzurri in Europa è stata a tratti imbarazzante: a Mosca ormai li conosco bene, dopo il 10-3 rifilato ai malcapitati 'Myaso' dello Spartak Mosca e il doppio successo sul più quotato CSKA. Il Villareal in semifinale non appare come uno scoglio insormontabile e l'eventuale derby portoghese a Dublino non farebbe altro che esaltare ancora di più Hulk e compagni.

Villas Boas, dal nulla ecco il nuovo Mourinho-Un predestinato, o poco ci manca. E' questo Andre Villas Boas, letteralmente educato da Bobby Robson a diventare un perfetto coach; e se ti raccomandano gente come l'ex Wba, Fulham e Vancouvers e Josè Mourinho probabilmente hai le qualità e le possibilità per sfondare. Dopo un periodo all'Ipswich come collaboratore Andre inizia la sua carriera da allenatore probabilmente non nella maniera più consona e abituale per un aspirante mister europeo: nel 2001, infatti, a soli 23 anni firma con le Isole Vergini. Due partite, 0-9 con Bermudas e qualificazione al Mondiale fallita: è questo il suo score con la nazionale gialloverde. Ritorna in Europa e lavora come assistente tecnico incaricato di compilare i rapporti sulle formazioni avversarie sia al Porto che al Chelsea e al primo anno di Inter. Nel 2009 firma con l'Academica per poi raggiungere lo sgabello del Do Dragao un anno dopo. Qui esordisce alla grande, conquistando la Supercoppa nazionale contro il Benfica. Il resto è storia dei giorni nostri, con i suoi in corsa praticamente ancora per tutto.
Ma come è il Villas Boas persona? Ricercato da numerosi top club europei, è uno dei massimi esponenti del nuovo che avanza, con i suoi soli 33 anni. Un Mourinho 2, per comportamenti, stile, siparietti in sala stampa e tattiche di gioco. Ma lui non tollera queste voci e dice di essere completamente autonomo nelle sue scelte.

L'attacco, la vera forza di questa squadra Seguendo la filosofia del suo mister, il Porto predilige il gioco offensivo, e i giocatori d'attacco ci sono e sono di grande qualità. Hulk, Varela, Falcao, Walter: sono nomi che non devono essere spiegati. In mezzo al campo poi l'esperienza del nazionale Moutinho, Guarìn, Belluschi e Rodriguez sono una garanzia per fornire ai suddetti attaccanti palloni giocabili. Le 10 reti allo Spartak sono una prova esemplare della forza esplosiva di questa squadra, imperniata sul 4-3-3 del suo allenatore, che può essere anche adattato a un 4-5-1, arretrando le punte esterne a livello dei mediani. E se il Porto continua a segnare in quantità esponenziale sarà davvero dura per chiunque estrometterlo da una qualsiasi competizione...

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